Mi sta particolarmente a cuore di spiegare qui in modo dettagliato la “cosmetica biologica”. Questo é anche il mio ingresso da “blogger ospite”.
La filosofia del naturale/biologico è diventata oggetto di grande interesse, sia da parte del consumatore che degli operatori del settore cosmetico e alimentare con lo scopo di fornire un prodotto in grado di garantire un’elevata qualità dei componenti utilizzati, alto grado di sostenibilità e rispetto per l’ambiente. Tuttavia, è necessario definire cos’è un “cosmetico naturale/biologico” perché il significato non è univoco e neppure regolamentato: non esiste alcuna legge che indichi quali sostanze e a quale concentrazione debbano essere contenute e quali no.

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Produrre cosmetici “realmente naturali e biologici”, vuol dire partire dalla selezione delle materie prime, dal loro dosaggio, fino alla scelta del packaging. Non utilizzare esclusivamente ridotte concentrazioni di principi attivi naturali, solo per claims di marketing, approfittando della fiducia del consumatore.
Un cosmetico naturale biologico è costituito principalmente:
- da ingredienti naturali/biologici (ottenuti e utilizzati come tali o che hanno subìto solo processi fisici di trasformazione) e
- da ingredienti di origine naturale,
- ma privo di sostanze ritenute da studi scientifici e da professionisti del settore poco dermocompatibili, difficilmente biodegradabili o potenzialmente tossiche, qualiderivati del petrolio, coloranti sintetici, siliconi, parabeni, metalli pesanti, amino-derivati, PEG, SLS e SLES.

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Come riconoscere gli ingredienti dannosi?
Seppure, come già ricordato, non esiste una legge che ci metta al riparo da effetti dannosi di cosmetici, si può ricorrere a quanto abbiamo a disposizione, cioè: leggere le etichette, dove possiamo trovare l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).
Questo sì che è obbligatorio! L’INCI è l’elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard. Dal 1997 è obbligatorio per le aziende che producono cosmetici, indicare le sostanze che li compongono; queste sono scritte in ordine decrescente di concentrazione.
Al di sotto dell’uno per cento gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso.
- Gli ingredienti che non hanno subito processi chimici sono espressi con il nome botanico latino (es. “olio di mandorle dolci” è indicato come: prunus amygdalus dulcis oil).
- Le sostanze, invece che hanno subito una trasformazione chimica, hanno un nome inglese (es. “Sodio lauriletere solfato” diventa “Sodium laureth sulfate”).
- I coloranti sono indicati sempre in fondo con la sigla: C.I. (color index). Se sono presenti gli allergeni cosmetici menzionati nell'”Allegato III del Regolamento Europeo 1223/2009″ (es. Limonene, Linalool, Citral,…), c’è l’obbligo di indicarli in etichetta se in quantità superiori allo 0.001%.
Non occorre essere degli esperti per interpretare l’INCI.

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Di seguito vi menzioniamo alcuni tra gli ingredienti più dannosi che non dovrebbero essere presenti nei cosmetici “relamente” naturali.
I due ingredienti pìu dannosi
Parabeni
sono delle combinazioni di acido p-hydroxybenzoico, utilizzati da oltre 50 anni come conservanti nell’industria cosmetica, farmaceutica, e alimentare per le loro proprietà battericide e fungicide.
I più utilizzati nei cosmetici sono:
methylparaben, ethylparaben, propylparaben, butylparaben e isobutylparaben.
Numerosi studi hanno evidenziato un’attività simil-estrogenica, per tale motivazione i parabeni interferiscono con il corretto funzionamento del sistema endocrino e agiscono come precursori del cancro al seno.
Silikoni
sono riconoscibili dalla desinenza -one; -thicone; -xiloxane; -silanoil)
I più utilizzati nei cosmetici sono:
Dimethicone, Cyclomethicone, Ciclopentasiloxone.
Derivano dalla combinazione di silicio e sostanze petrolifere. Utilizzati nei cosmetici come emollienti non penetrano nel derma, creano un film occlusivo, ostacolano la traspirazione rendendo la cute sempre più disidratata.
Spesso vengono sfruttati nei prodotti Skin-care al fine di mascherare formulazioni scadenti, povere di principi attivi, dando una sensazione esclusivamente illusoria di pelle setosa e vellutata.
Ampiamente utilizzati nei prodotti Hair-care, offrono buoni risultati estetici ma alle prime applicazioni, successivamente la chioma appare appesantita diventando così floscia e senza corpo.
Non sono assolutamente biodegradabili, finiscono negli scarichi fognari immutati, inducendo fenomeni di accumulo ambientale.

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I derivati del petrolio
Oli minerali
si presentano con la dicitura: Mineral oil, Petrolatum, Paraffinum liquidum, Cera microcristallina, Vaselina.
Formano un film occlusivo sulla pelle, interferendo con la traspirazione cutanea.
Alcuni di essi sono stati classificati dalla comunità europea come cancerogeni.
Utilizzati come solventi e diluenti nelle emulsioni, facilitano la fluidità e la tenuta, evitando la separazione dei componenti.
Hanno un alto grado di penetrazione nella pelle, per cui vengono anche usati come veicolo di trasporto dei principi attivi.
L’uso continuo causa sensibilizzazione cutanea aumentando la permeabilità.
PEG
Polyethylene glycole, sono riconoscibili dai suffissi “PEG” o dalla desinenza “eth” seguiti da un numero, come per esempio Ceteareth-33 o PEG 40 Hydrogenated.
I PEG sono emulsionanti e spesso anche tensioattivi; molto usati in shampoo-oli come agenti schiumogeni e detergenti. Estremamente inquinanti perchè di derivazione petrolifera, contengono impurità residue derivanti dalla fase di etossilazione del processo di produzione.

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Monoethanolamine (MEA), Triethanolamine (TEA), Diethanolamine (DEA):
Penetrando nella pelle possono dar luogo alla formazione di nitrosamine (sostanze cancerogene) e a loro depositi residuali.
Presenti in cosmetici queste sostanze si trovano combinate sia fra loro che con altri tensioattivi o emulsionanti e sono facilmente assorbite dalla pelle.
Sono inoltre sensibilizzanti, tossiche e disidratanti.
Favoriscono la formazione di acne e forfora.
Appartengono a questa categoria:
Cocamide DEA, Oleamide DEA, Lauramide DEA.
Cocamide TEA, Oleamide TEA, Lauramide TEA.
Cocamide MEA, Oleamide MEA, Lauramide MEA.
Linoleamide DEA, Myristamide DEA, Stearamide DEA,
DEA-CethylPhosphate, DEA-Oleth-3 Phosphate TEA-LaurylSulfateThiethanoamine.
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Ulteriori ingredienti dannosi
SLS & SLES
Spesso nei detergenti tra gli ingredienti leggiamo Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e Sodium Laureth Sulfate (SLES), alcuni ricercatori ne hanno messo in evidenza la pericolosità: irritano fortemente gli occhi e favoriscono l’insorgenza della cataratta.
Aluminio
Anche questo é un ingrediente pericoloso da evitare nei cosmetici, da trovare normalmente nei deodoranti con durata lunga.
Si dice che questso ingrediente evoca cancro ed altre malattie gravi.
Quali cosmetici sono da evitare?

@Eleonora Sparer

Esperta diplomata in Aromaterapia integrata, amante della natura e degli animali, è alla continua ricerca di informazioni scientifici riguardanti gli olii essenziali e le erbe medicinali e informata sulle diverse techniche di distillazione e le migliori distillerie in tutto il mondo. Assieme a Josef crea le ricette e segue la Biocosmesi in laboratorio di Maitreya Natura.